Knowledge Framework
Un modello mentale che uso per organizzare — e comunicare — le competenze alla base di una carriera nel Cloud & DevOps engineering. La piramide ha cinque livelli: ciascuno si costruisce su quello sottostante.
L1 — Fondamenta
Matematica, lingue e metodo scientifico. Sono i mattoni costruiti tra scuola e università: algebra, analisi, logica, padronanza di italiano e inglese, e l’abitudine a formulare ipotesi e poi verificarle. Tutto il resto poggia su questo livello.
L2 — Fondamenti CS / EE
Informatica a livello universitario e, nel mio caso, ingegneria elettronica. Fondamenti di programmazione (strutture dati, algoritmi, sistemi di tipi), sistemi operativi e gestione della memoria, teoria delle reti (modello OSI, TCP/IP) e database. Il riquadro tratteggiato Engineering indica il percorso alternativo che ho seguito attraverso telecomunicazioni e signal processing — non è obbligatorio, ma dà intuizioni utili su protocolli, latenza e affidabilità.
L3 — Toolkit del practitioner
Le competenze pratiche che un engineer junior-to-mid usa ogni giorno: amministrazione di sistemi Linux e shell scripting; codice di produzione in Python o Go gestito con Git; networking pratico — configurare DNS, debuggare handshake TLS, leggere packet capture. È qui che la conoscenza accademica diventa operativa.
L4 — Specializzazione Cloud & DevOps
Il livello di dominio. Kubernetes e orchestrazione container (Docker, OpenShift, Helm); padronanza delle piattaforme cloud su AWS, Azure e GCP; pratiche SRE & operations — Infrastructure as Code (Terraform, Ansible), pipeline CI/CD (Jenkins, GitLab CI, GitHub Actions, ArgoCD) e stack di observability (Prometheus, Grafana, ELK). Territorio mid-to-senior.
L5 — Architect / Lead
System design su scala (multi-cluster, alta disponibilità, disaster recovery), leadership (mentoring, hiring loop, incident review) e strategia (roadmap tecnologiche, valutazione vendor, pianificazione budget). È il punto in cui la profondità tecnica incontra l’impatto organizzativo.
Versione 2 — Aprile 2026